Giaime Pintor e i ragazzi del cinema America aggrediti dai fascisti

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Giaime Pintor

Diceva Giaime Pintor:” il cinema entrò nella nostra vita come presenza insostituibile. Cresciuto con la nostra giovinezza, ci insegnò a vedere e comporre secondo nuove misure, modificò la storia e la geografia dei nostri cervelli”.

Quel giovane intellettuale, morto a 24 anni nel 1943, saltando su una mina tedesca, mentre cercava di raggiunger Roma per combattere il nazifascismo, somiglia ai ragazzi del Cinema America che aprono le porte dell’immaginario e della cultura cinematografica a chi vuole ancora sognare e lavorare per costruire una società migliore.

Faceva paura Giaime Pintor, cresciuto nei salotti letterari, ma assolutamente convinto che nei momenti critici – come scrisse nell’ultima lettera al fratello Luigi – “una gioventù che non si conserva ‘disponibile’, che si perde completamente nelle varie tecniche, è compromessa. A un certo punto gli intellettuali devono essere capaci di trasferire la loro esperienza sul terreno dell’utilità comune…”.

Grande germanista, nato a Roma da famiglia cagliaritana, Giame Pintor aveva la passione del Cinema, così come ce l’hanno oggi i ragazzi del Cinema America, un cinema che scatena la violenza squadrista – furia e brutalità – perché apre nuovi orizzonti, modifica “la storia e la geografia dei nostri cervelli”.

Attilio Gatto

 

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