Bad Girl, la discoteca di Lunamatrona

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Dea Luna Lunamatrona

Bad Girl, o ex Dea Luna, è la discoteca di Lunamatrona, il mio paese natale. E fino a qui è lecito incantarsi e perdersi nell’abuso frivolo di divinità pagane. La Dea Luna la si immaginerebbe avvolta in manti madreperlacei, in uno scintillìo di lucciole e profumo di lentisco, nella sua eleganza di signora notturna, snob e selvaggia, insomma una parigina sui tacchi a spillo.

Ma spesso capita che la fantasia non sia all’altezza della realtà, e così lasciata la veste madreperla e la camminata felina, Lunamatrona si scopra nella sua anima ragazzina da baro di taverna.

Va beh, finiamola qui, la Dea Luna, perché chiamarla Bad Girl è troppo anche per noi, è di una bruttezza commovente. All’ingresso, un personaggio che sembra scappato da un film di Tim Burton e segregato ubriaco, per mesi, dentro una panda 4×4, riscuote il dazio, che va dalle 5 alle 10€, ripeto dalle 5 alle 10€.

– Ma è troppo 10€
– Scherzate vi abbiamo portato (nome x di dj), vi stiamo facendo vivere come se foste a Cagliari e vi lamentate?

Una risata fragorosa e la minaccia di rispedirlo nella panda 4×4 ci hanno consentito di entrare liberamente. Dietro pesanti tende di tessuto dozzinale si apre l’immensa sala da ballo arricchita da un palo di lap dance al centro della pista.

Intorno alla suddetta pista, messe a mo’ di recinzione, stanno tronfie le poltroncine dismesse del vecchio cinema di paese.

Infiniti privè consentirebbero di passare da un partner all’altro ma vista l’assenza di pubblico non vi rimane che sbizzarrirvi in pericolosi cruciverba a schema libero o se preferite potreste andare a compilarvi il 730, tutto, neanche a dirlo, in assoluta riservatezza.

Se malauguratamente doveste scegliere di prendere un cocktail, come ieri notte è toccato a me, verreste immediatamente proiettate in un rave anni 90 ( credo che per quei due rum e cola abbiano fatto fuori un’intera bottiglia di Pampero ).

Sono sicura che a richiesta, le due adolescenti al bancone, possano elargire, nei vostri cocktail, pesanti dosi di droghe sintetiche e rendere quel cruciverba un’esperienza mistica. Una scala scintillante, chiusa da una passamaneria dorata, porterebbe ai piani superiori, interdetti a noi altri e altre bifolche.

Ma il pezzo forte è la scelta vincente del piano luci: provate a immaginare di acquistare tutti, ribadisco tutti, i marchingegni luminosi dai negozi dei cinesi e di disporli a cazzo di cane in 300 mq. Giuro che se dovessi progettare di avere prole vorrei concepirla lì dentro.

“Amore, mamma ti ha concepito al piano superiore di una gigantesca cocorita di cemento”

E pensare che per decenni la Dea Luna è stata la sede dei Testimoni di Geova. Come cambiano i tempi, che nostalgia!

P.S.: La porta del bagno delle donne non si chiude, rimane uno spiraglio di 20 cm che consente di mostrare le vostre grazie agli altri e altre compilatrici di 730.

Vanessa Aroff Podda

Vanessa Aroff Podda in un’altra vita è stata un pescatore finlandese con dei bei baffi folti, e forse non ci sarebbe altro da dire. Poco importa che abbia fatto una scuola per attori e attrici e si sia formata sotto la guida attenta di Rino Sudano, che abbia conseguito qualifiche di aiuto-regista o project manager di eventi di spettacolo in corsi di alta formazione. Per nulla importante che sia stata socia del Gruppo Batisfera e del Teatro Concentrato ora, che scriva poesie, che abbia ricevuto dei premi per questo, che stia per pubblicare il suo primo libro di poesie e che nel corso degli anni abbia preso parte a centinaia di spettacoli teatrali con numerose compagnie, partecipato a cortometraggi e lungometraggi, pubblicità e videoclip musicali. Quei due grossi e rossi baffi folti, nonostante le apparenze, la fanno ancora da padrone.

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