Gli appelli fantasma e il 110 dopo 23 anni all’università. Tutti i misteri sulla laurea (vera) di Solinas

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salvini solinas

Quando il 12 dicembre scorso Christian Solinas varca la soglia dell’aula magna dell’Università di Sassari per discutere la tesi e fregiarsi del titolo di dottore in Legge, presenta alla commissione un cursus studiorum non proprio brillante. Mette piede per la prima volta in un’aula universitaria a Cagliari, nel 1995. Sostiene tredici esami e, il 2 aprile 2008, un mercoledì, inizia la sua vita da studente fuori sede: approda a Sassari e pochi mesi dopo, il 22 settembre, supera con profitto l’esame di Storia del diritto italiano II. Un bel trenta, raccontano le carte a disposizione del Risveglio. C’è però un piccolo problema: quel 22 settembre, un lunedì, non c’era alcun appello. E neppure nelle settimane precedenti: lo rivela il sito istituzionale dell’Università di Sassari.

È solo una delle anomalie che abbiamo potuto riscontrare ricostruendo il percorso accademico del candidato di centrodestra alla presidenza della Regione. Che evidentemente, già a partire dal 2006 – anno in cui volò a Bucarest per ritirare una laurea farlocca rilasciata dal fantomatico Leibniz Business Institute – con i titoli di studio ha un rapporto complesso: poche settimane dopo aver incassato la laurea rumena, Solinas ha firmato alcuni bandi dell’Ersu, l’Ente regionale per il diritto allo studio universitario di cui al tempo era presidente, con il titolo di “Dottor”.

Gli appelli fantasma

Scorrendo l’elenco degli esami sostenuti dal senatore Solinas a Sassari, si scopre che il caso appena citato del 22 settembre 2008, non è l’unico. Altri tre esami riportano una data in cui, sempre secondo il sito istituzionale dell’Università di Sassari, non era prevista alcuna sessione d’esame: il 17 luglio 2013 non c’era alcun appello di Diritto amministrativo II, il 24 novembre 2014  di Diritto del lavoro e il 2 dicembre 2014 di Diritto internazionale. È possibile che Solinas abbia concordato con i docenti di turno un “appello ad personam“, destinato per lo più ai fuori corso, che devono essere “fissati con un preavviso di almeno sette giorni”, dice il Regolamento didattico della facoltà di giurisprudenza. Parrebbe significare che le date debbano essere rese pubbliche. In tal caso sarebbero reperibili nel motore di ricerca degli appelli, ma non ce n’è traccia.

Un fuori corso da 110 (e quasi lode)

Tornando al 12 dicembre 2018, alla commissione d’esame si presenta uno studente iscritto all’università da 23 anni che ha appena tagliato il traguardo dei dieci anni fuori corso. La media voti è di 27.7, quindi per il giudizio finale si parte da 101. Difficile, con queste basi, sperare nell’ambito 110. E invece la commissione accorda ben nove punti e Solinas viene premiato col voto massimo. Sic stantibus rebus, possiamo solo immaginare il rapimento mistico dei docenti mentre ascoltano il laureando senatore illustrare la sua tesi sulla “Sardegna tra rivoluzione e restaurazione: crisi dell’ordinamento e moti antifeudali nell’esperienza autonomistica di Giovanni Maria Angioy”. Raccontano nei corridoi dell’ateneo sassarese che un docente si sia spinto ad invocare la lode. La proposta però, dice sempre Radio Ateneo, non fu accolta per la netta opposizione di un  componente della commissione che già era diventato paonazzo sul “110”.

All’esame senza aver pagato le tasse

Ancora: sul sito istituzionale dell’Università di Sassari, alla voce “Principi generali sulle tasse”, si legge che se uno studente non è in regola con i pagamenti, non può sostenere gli esami. Ma Solinas ha sostenuto l’esame di Diritto penale II il 27 febbraio 2017 e quello di Diritto civile II il 10 aprile 2017, pur avendo saldato le tasse relative agli anni accademici 2015/2016 e 2016/2017, tra il 16 e il 24 ottobre 2018. Su questo passaggio il Regolamento carriere studenti è chiaro, così come è chiaro sul fatto che le registrazioni agli esami avvengano online. Ma se non si pagano le tasse, lo studente non risulta iscritto. Come ha potuto Solinas sostenere le sue prove? Va detto che, che malgrado sul piano formale sia vietato, qualche eccezione viene fatta per gli studenti indigenti. Prassi della quale  probabilmente Solinas era informato in forza dei suoi trascorsi alla presidenza dell’Ersu. Rimane il fatto che gli esami in questione risultano verbalizzati solo il 30 novembre scorso, un anno e mezzo dopo che il senatore li aveva sostenuti. Eppure, il Regolamento per gli esami di profitto adottato dall’Università di Sassari specifica che “la firma del verbale deve avvenire contestualmente o immediatamente dopo l’inserimento degli esiti degli studenti iscritti all’appello, e comunque entro quindici giorni dalla data di fine appello”.

Un buco di dieci anni

Un’altra anomalia riguarda la verbalizzazione di una decina di esami sostenuti nel 2008 ma “registrati” solo dieci anni dopo, in quella fatidica data del 30 novembre 2018, quando finalmente Solinas si mette in regola con il pagamento delle tasse. Un’operazione che il candidato alla presidenza della Regione effettua in diciassette versamenti (totale: 8716,5 euro) tra il 16 ottobre 2018 – dieci giorni dopo l’investitura a candidato presidente arrivata informalmente da Salvini – e il 6 novembre 2018, un mese prima di laurearsi.

Pablo Sole

pablosole@ilrisvegliodellasardegna.it

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