Good Morning America! La sconfitta di Trump e una nuova idea di futuro

Anche in Sardegna ci si dovrà interrogare sul contributo di storia e di idee che la Regione può dare per ridisegnare autonomia e sviluppo. Uno sviluppo più che mai distorto, che va indirizzato sulla strada della salvaguardia dell’ambiente, dello snellimento della burocrazia, del lavoro, della scuola, della cultura, delle nuove tecnologie, dell’integrazione, del superamento delle discriminazioni sessuali.

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Good Morning America! La sconfitta di Trump apre un cono di luce sugli Stati Uniti, sull’Europa, sul mondo, minacciati dalla pandemia, ma anche dal virus che corrode i filamenti della democrazia. Biden dovrà dare nuovo volto, più giustizia sociale, a una nazione divisa, impaurita, fatta di ricchezze e povertà sempre più grandi, sempre più distanti.

È una crisi di sistema, che il Covid ha accelerato e che tocca da vicino noi tutti. È un momento storico che segna un passaggio epocale, non una guerra, ma come una guerra, che impone la ricostruzione dopo lunghi anni di macerie fisiche e mentali, conflitti locali e stragi, odio e ingiustizie, razzismo e disuguaglianze. Il capitalismo abita qui e con Trump ha rivelato il suo volto estremo, disumano, feroce, che non lascia spazio alle ragioni della solidarietà, dell’accoglienza, della convivenza tra i popoli, della mano tesa ai più deboli.

Molti anni sono trascorsi dalla caduta del muro di Berlino, ma anche il mito dell’Occidente è crollato, la nostra è una società percorsa dai venti del suprematismo, dalle correnti delle libertà minacciate. Così negli Stati Uniti, come in Europa. L’Europa distante e confusa di questi ultimi anni. L’Europa continente senza unità politica, senz’anima, senza energia. E l’Italia disorientata, con il Covid che ha accentuato le contraddizioni, i conflitti, come quello tra Governo e Regioni. Le competenze di Roma e quelle delle autonomie, Palazzo Chigi e Governatori. Scontri, bracci di ferro e decisioni che arrivano troppo tardi, minando la fiducia dei cittadini, l’autorevolezza delle istituzioni. E allora, con il virus in casa, è necessario cambiare, se si vuole evitare il caos.

Anche in Sardegna ci si dovrà interrogare sul contributo di storia e di idee che la Regione può dare per ridisegnare autonomia e sviluppo. Uno sviluppo più che mai distorto, che va indirizzato sulla strada della salvaguardia dell’ambiente, dello snellimento della burocrazia, del lavoro, della scuola, della cultura, delle nuove tecnologie, dell’integrazione, del superamento delle discriminazioni sessuali. Un percorso obbligatorio, in questo passaggio storico, in questa crisi epocale. L’alternativa è un declino senza prospettive, un caos ben più pericoloso di un virus.

E qui si torna a Biden e Kamala Harris, la prima donna vicepresidente degli Stati Uniti, che sono davanti al difficile compito di ricomporre una grande frattura, con le riforme – quelle riforme che in Italia attendiamo da decenni, – ma anche indicando una via, un ideale, qualcosa che faccia sentire la gente al centro di un obiettivo comune, di una nouvelle vague.

Da quanto tempo, anche nel nostro Paese, non c’è questo senso di comunità, questa voglia infinita di cambiare le cose per stare meglio tutti insieme e vivere in un mondo più giusto, più bello. Sì, più bello, perché troppo spesso si trascura, con l’ambiente, il piacere di essere circondati da monumenti, film, quadri, teatro, libri. Insomma, oggetti ed eventi che facciano sorridere i nostri occhi, piazze che con la loro ampiezza aprano i nostri cervelli. È vero, avremo la minaccia del virus accanto, ma anche una grande forza, fatta di determinazione, di visione, di gioia.

Attilio Gatto

 

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