Il caso di Christian Solinas e le mirabolanti carriere politiche maschili

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Ho digitato su Google “carriere politiche maschili” e con una certa sorpresa ho constatato che i risultati della ricerca riguardano le carriere femminili, con tutto il corredo di discriminazioni e disparità (e luoghi comuni) che conosciamo. Sembrerebbe dunque che le carriere politiche maschili non siano un tema su cui qualcuno si interroga, non siano una questione degna di attenzione; è come se fossero un fenomeno naturale che non va spiegato: chi è che si chiede perché sorge il sole? (Semmai incuriosiscono le eclissi di sole, che sono fenomeni eccezionali. La presenza femminile nelle carriere politiche è paragonabile ad un’eclissi di sole: un eccezionale, parziale e breve oscuramento delle carriere maschili).

Sono proprio le carriere politiche maschili a dover essere studiate con attenzione, perché rappresentano “la norma”, appunto, incarnano la regola, spiegano il funzionamento della politica, prodigi e raggiri compresi, in un circo strabiliante in cui non sempre si sviluppano le abilità, spesso si occultano le inettitudini, si moltiplicano i poteri e si cumulano i titoli, si gonfiano le cariche e si sgonfiano le responsabilità. E’ alle sbalorditive carriere maschili che occorre guardare, alla loro inconcepibile normalità, perché è nei meccanismi di scelta della classe politica (maschile) e nelle miracolose carriere di molti uomini mediocri che si devono cercare le ragioni della bassa qualità della politica, oltre che della scarsa presenza femminile (le donne sono poche prima di tutto perché sono troppi gli uomini. E i troppi uomini derivano da un accesso che prescinde dalle qualità).

Guardiamo il caso di Christian Solinas, nominato a 28 anni presidente dell’ERSU senza avere alcun titolo, né di studio né in termini di esperienze e competenze. L’università non l’aveva proprio mai vista, Solinas, ma era “cresciuto nella scuderia politica di Mario Floris” – si legge su Il Sardegna del 2 ottobre 2007 – e questo doveva bastare. Nell’elenco dei 16 Presidenti che si sono succeduti alla guida dell’ERSU di Cagliari dalla sua istituzione (avvenuta nel 1992) ad oggi compare solo un nome privo di qualsiasi titolo: Christian Solinas. Tra professori, dottori e ingegneri, lui è semplicemente Christian Solinas (proprio semplicemente). Per la verità aveva tentato di procurarsi una laurea, ma la vicenda del titolo acquistato in una fantomatica università del New Mexico lo ha coperto di ridicolo più che di merito. Ma lui si difendeva dalle accuse di avere comprato una laurea fasulla: «Bassezze umane – rispondeva – in nessun mio curriculum ho utilizzato quell’attestazione, che nasce da una materia completamente diversa da quella dell’ente dove lavoro. I miei requisiti per rivestire l’incarico sono stati già valutati». Già, i requisiti erano la scuderia di Mario Floris e titoli equi(no)pollenti.

Nelle carriere maschili il primo passo – che è spesso il primo miracolo – è decisivo: la prima nomina colma il vuoto di competenze e diventa il titolo che giustificherà le nomine successive. Sono quindi i primi passi che occorrerebbe stroncare, perché in essi è concentrato l’azzardo e l’abuso. Dopo la presidenza dell’Ersu e grazie a quell’incarico, Solinas è stato eletto al Consiglio Regionale, è diventato Assessore ai Trasporti, ora è senatore e potrebbe essere scelto da Salvini come candidato alla presidenza della Regione Sardegna alle prossime elezioni di febbraio 2019. Accanto a lui altri politicanti miracolati, con carriere smaglianti, senza intoppi e senza qualità, con grandi guadagni di soldi e di chili (gli uomini al potere ingrassano, più sono mediocri e più ingrassano: forse sperano di acquistare peso politico).

Bisogna ribaltare la prospettiva, dunque: osserviamo bene le carriere politiche maschili, segnalando a voce alta i miracoli che premiano tanti mediocri e condannano le istituzioni a subire la loro mediocrità pagandola a caro prezzo. Il periodo per osservarli è quello giusto: in vista delle prossime elezioni regionali stanno venendo fuori gli uomini che aspirano (non solo alla carica di presidente ma genericamente a qualcosa), le loro strategie, i comportamenti, le dichiarazioni, le foto che li ritraggono convinti delle proprie capacità, che a volte ci sono ma molte altre no, mentre esistono sempre opportunismi e interessi personali, vanità e brama di potere, che anticipano i disastri successivi. Si potrebbe almeno cercare di evitare il peggio.

Lilli Pruna

4 Commenti

  1. Il problema è che siamo nel tempo dell’uno vale uno e quindi è così; non serve alcuna preparazione; tutti i parlamentari del M5S sono tali solo perché hanno inviato un video ….. abbiamo un vice presidente del consiglio che non ha nessun titolo di studio e non ha mai fatto nulla di serio …. non se ne esce

  2. “Osserviamo bene le carriere politiche maschili, segnalando a voce alta i miracoli che premiano tanti mediocri e condannano le istituzioni a subire la loro mediocrità pagandola a caro prezzo”. Personalmente ho denunciato alla Procura una nomina di questa esaltante giuntina pigliaru; non è successo niente. Creare carriere a idioti dal latino incompetente, incolto inesperto è un vizio sia di destra che di sinistra. Il risultato di questa vergogna lo possono vedere tutti

  3. Solinas fu nominato commissario dell’Ersu dal Pd Soru ..ma non c’è da restare meravigliati in quanto la logica politica di Pd ,Fi o Lega è analoga e complementare

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