“Il costo della verità”, un sindacalista sardo contro la ‘ndrangheta

0
182
Ottavio Olita

Marco Carboni, sindacalista sardo, viene inviato in Calabria dalla segreteria nazionale
del suo sindacato per cercare di risolvere una lunga e dura vertenza aperta dagli operai
delle industrie della piana di Gioia Tauro. Un mese dopo il suo arrivo viene assassinato a Rosarno, al termine di una cena.

E’ da questa vicenda che si sviluppa Il costo della verità (Città del Sole edizioni), il nuovo romanzo di Ottavio Olita che sarà presentato domani (mercoledì 10 aprile), alle 18, nella sede del Centro Servizi Culturali U.N.L.A. di Oristano (e poi il 16 aprile alla libreria Koinè di Sassari e il 10 maggio a Iglesias).

Sette anni dopo l’omicidio. la famiglia Carboni, su precisa richiesta di un fratello dell’ucciso, fatta in punto di morte, chiede allo studio legale Deffenu di cercare di scoprire la verità. L’inchiesta giudiziaria aperta sull’assassinio non ha portato a nulla e rischia la definitiva archiviazione.

Il capitano dei carabinieri Gino Murgia, recatosi in Calabria per indagare, stabilisce che
Marco Carboni era stato ucciso perché aveva scoperto che la ‘ndrangheta utilizzava il
porto di Gioia Tauro per traffici illeciti, ma, per una tragica concatenazione di eventi,
l’inchiesta non riparte.

Una parte della famiglia Carboni è comunque soddisfatta del risultato, un’altra no
perché, senza un processo o una sentenza, i figli e la moglie dell’ucciso non avranno
diritto ad alcun risarcimento. Come accaduto nel 1965 e nel 1980, sempre in Calabria,
per Luigi Silipo e Peppino Valarioti, esponenti del Pci, la storia si ripete purtroppo per
tanti eroi civili – sacerdoti, uomini delle forze dell’ordine, giornalisti – sulle cui vicende non verrà mai fatta luce.

“Intorno a una parola importante quanto impegnativa come verità – scrive don Luigi Ciotti nella prefazione – ci sono tre dimensioni che Ottavio Olita ci presenta all’inizio di questo romanzo: libertà, rivoluzione, costo. “La verità vi farà liberi”, cita Olita dal Vangelo secondo Giovanni (cfr. Gv 8,32). La verità infatti non è un possesso, la verità è una ricerca. Verità e ricerca della verità sono facce di una stessa medaglia, come lo sono il cammino e la meta. Il cammino ha bisogno della meta, altrimenti manca di senso, di direzione. Ma la meta ci rivela qualcosa di nuovo solo se ha alle spalle un cammino autentico, percorso con tenacia, passione e impegno. Ecco allora che si può intendere la verità come un sapere in cammino, in movimento … ecco, dunque, il costo della verità: mettere in discussione tutto nell’intraprendere insieme un cammino, una lotta per la giustizia, contro la solitudine, contro il silenzio e la paura imposte dalla criminalità organizzata a danno di una famiglia come tante…”

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here