L’alimentazione in gravidanza

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Capita spesso di considerare la nutrizione un qualcosa di scontato, quasi come respirare, di cui ci accorgiamo solo quando qualcosa non va, tuttavia “noi siamo quello che mangiamo” diceva Ludwig Feuerbach nel 1804, e questo diventa quanto mai vero quando si tratta di fasi delicate della vita di una donna (e del bambino) come quella della gravidanza e dell’allattamento. Chi non ha mai sentito la frase “ora che sei incinta devi mangiare per due”? Niente di più falso e pericoloso in realtà, perché la fase della gravidanza è estremamente delicata, da ciò che viene fatto nei 9 mesi di gestazione dipende la formazione fisica, e non, dell’individuo, sia durante l’infanzia che nella fase adulta. Spesso infatti si fa fatica a ricondurre certe problematiche che si manifestano nella fase adulta a qualcosa di sbagliato avvenuto anche 20 o 30 anni prima, tuttavia è assolutamente possibile e gli studi recenti lo confermano.

Tenere uno stile di vita corretto in gravidanza è quanto mai importante quando si tratta di donne che rimangono in attesa con un grado più o meno elevato di sovrappeso, non è riserva, non è “quel po’ di ciccetta in più che fa salute”, ma è in realtà la base per una serie di segnali errati che vengono inviati al feto, oltre ad un certo grado di infiammazione che sicuramente non aiuta la gravidanza, per non parlare del tanto diffuso diabete gravidico che è sempre in aumento, ecco perché il ginecologo è così severo con le donne in attesa. Quando lo stato di partenza è un sovrappeso o obesità è addirittura auspicabile una lieve perdita di peso iniziale, ovviamente il tutto deciso e pianificato insieme allo specialista e no di certo adoperando un taglio “fai-da-te” dei carboidrati che potrebbe portare ad uno stato di chetosi, assolutamente dannoso in gravidanza.

Spesso, anche le donne che ben sanno queste cose, si lasciano prendere dal momento e decidono di concedersi tutti gli sfizi che vogliono convinte che questo sia il modo migliore per godersi la gravidanza, legittimate probabilmente da un contesto culturale tendente all’abbondanza. In realtà la gravidanza ha delle tappe ben precise, suddivise in trimestri e ogni trimestre ha dei fabbisogni particolari, nel primo trimestre i fabbisogni energetici aumentano pochissimo ed è proprio qui che si può tentare di lavorare in caso di sovrappeso e obesità, mentre il terzo trimestre è quello del maggiore accrescimento, va da sé che se buona parte dei kg “concessi” per la gravidanza sono stati acquistati nei primi 3 o 4 mesi, si arriverà al parto con diversi kg di troppo, esponendo anche il bambino a dei segnali che, molto probabilmente, lo predisporranno ad avere qualche problema col peso prima o poi, o peggio, esporlo a patologie. Questo meccanismo si chiama epigenetica e porta a variazioni del DNA che non sono delle vere mutazioni ma modificano il significato di alcuni geni, con un meccanismo di trasmissione madre-figlio.

Ma quale è l’alimentazione adeguata in gravidanza? Sicuramente bisogna consumare prodotti il più possibile freschi e di stagione, se si è negative alla Toxoplasmosi attenzione al lavaggio di frutta e verdura, seguite sempre le indicazioni del vostro ginecologo senza troppi allarmismi ma neanche troppa leggerezza. Ricordo che la cottura elimina eventuali microrganismi patogeni quindi evitare cibi poco cotti come carne o pesce, evitare inoltre latticini da latte crudo non pastorizzato. Vanno evitate le bevande eccitanti e sicuramente tutti i prodotti ricchi di zuccheri e additivi, in pratica il cibo confezionato e il junk food.

In gravidanza è bene quindi dare al bambino nutrienti veri e vivi, la stagionalità è importante per avere dei prodotti ricchi di vitamine e minerali, il Km0 ancora meglio, meglio non far fare viaggi troppo lunghi al cibo che assumiamo. Il pesce deve essere il più possibile pescato e di piccola taglia, evitiamo pesci di grossa taglia che potrebbero contenere mercurio e altri metalli pesanti che possono interferire con lo sviluppo neuronale del feto, quindi si al pesce tipico dei nostri mari, la piccola pesca, il pesce azzurro di piccola taglia, quello che ormai non consumiamo più perché troppo faticoso da pulire e cucinare, che tra le altre cose costa anche meno. Consumare carne il più possibile controllata e sempre ben cotta, so bene che la fettina ai ferri a volte è dura e terribile ma se la carne la tagliamo e la prepariamo con le verdure di modo che sia meno asciutta, non è meglio?

Una colazione che comprenda una quota di proteine, una di grassi buoni come quelli della frutta secca e una quota di carboidrati complessi e a basso indice glicemico come frutta e pane integrale da lievito madre, permette di avere una miglior gestione del senso di sazietà durante tutto l’arco della giornata, evitando di aprire la dispensa e mangiare ciò che si trova o anche evitando le cosiddette “voglie”. Pasti frequenti e semplici sono il modo migliore per evitare di consumare le cosiddette calorie vuote, ossia cibi ad alta densità calorica che non apportano nutrimento ma anzi, aumentano i livelli infiammatori.

Curare l’alimentazione permette di prendersi cura anche del proprio microbioma che sarà trasmesso al futuro nascituro durante la gravidanza, il parto tramite passaggio attraverso il canale vaginale e l’allattamento, queste sono quindi tappe cruciali affinché quelle numerosissime popolazioni di microrganismi che vivono in maniera simbiotica con noi, siano in equilibrio e permettano un corretto sviluppo del sistema immunitario nel bambino. Ma se nonostante le attenzioni, dopo il parto ci si trova con qualche kg in più che si fa? L’importante è non avere fretta e non cercare di dimagrire immediatamente, la natura ha bisogno di tempo, la gravidanza è durata 9 mesi e di altrettanto tempo il corpo necessita per ritrovare un equilibrio, ma dell’alimentazione in allattamento magari ne parlerò in maniera più estesa in un’altra occasione.

Godetevi la gravidanza ma date sempre la precedenza alla nuova, fantastica vita che state creando, la precedenza alla sua salute e al suo corretto sviluppo perché la natura sa funzionare benissimo se noi la mettiamo nelle condizioni di lavorare al meglio.

Francesca Spiga

Biologa nutrizionista

(immagine da bambinonaturale.it)

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