Le nove domande. Risponde Massimo Zedda (Progressisti di Sardegna)

0
1699
Massimo Zedda
Massimo Zedda, sindaco di Cagliari e candidato governatore in Sardegna

La trasparenza è il filo conduttore delle nove domande che nei giorni scorsi abbiamo inviato ai sette candidati al governo della Sardegna. Come annunciato, le pubblichiamo in ordine d’arrivo. Dopo quelle di Andrea Murgia (Autodeterminatzione), di Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi),  di Vindice Lecis (Sinistra Sarda), ecco quelle di Massimo Zedda candidato per i Progressisti di Sardegna, polo civico-politico di centrosinistra. Alla fine la risposta alla domanda di base: “Perché ha deciso di candidarsi?”

Qual è il budget per la sua campagna elettorale per le elezioni Regionali?

Circa 40.000 euro

Può illustrare in breve come l’ha finanziata?

Attraverso contributi di cittadine e cittadini e dei partiti della coalizione su un conto corrente attivato dal mio committente.

Qual è la sua professione?

Attualmente sono un amministratore della cosa pubblica, sindaco pro tempore di Cagliari.

Qual è il suo titolo di studio e dove e quando l’ha conseguito?

Sono diplomato al liceo Siotto di Cagliari, mi manca qualche esame per la laurea in Giurisprudenza. È un percorso personale che voglio completare, ma una volta divenuto sindaco non ho ritenuto fosse opportuno presentarmi da studente nella sede dell’Università della città che amministro.

La legge 3 dello scorso 9 gennaio obbliga i partiti e i movimenti politici a pubblicare sul loro sito il certificato penale dei candidati. Questo documento, però, non comprende i carichi pendenti. Esistono inchieste in corso a suo carico?

Che io sappia, no.

Si è mai avvalso del condono edilizio o fiscale?

No

Aderisce o ha aderito in passato alla Massoneria?

No

In generale ritiene che un esponente politico che ambisce a ricoprire cariche istituzionali possa essere iscritto a una loggia massonica?

La legge vieta esclusivamente le logge segrete, ma credo che chi amministra il bene pubblico debba poter rendere conto solo alla comunità di cittadini.

E in tal caso ritiene che debba dichiararlo o che invece possa mantenere l’informazione riservata?

Sì, deve dichiararlo per una questione di trasparenza.

PERCHÉ HA DECISO DI CANDIDARSI AL GOVERNO DELLA SARDEGNA?

Perché vorrei una Sardegna che sappia conservare le proprie tradizioni, ma allo stesso tempo sia in grado di affrontare le sfide con i paesi più evoluti dell’Europa e del mondo. Che sia capace di offrire ai giovani la possibilità di scegliere se partire o meno, non l’obbligo di andarsene per cercare un lavoro. Un’isola che valorizzi le economie locali a partire dalle proprie specificità ambientali, culturali, storiche, artistiche e agro-alimentari e che da qui possa offrire alle tante ragazze e ai tanti ragazzi che sono partiti la possibilità di tornare e mettere a frutto le proprie competenze e le proprie capacità nella nostra splendida isola, così da favorire lo sviluppo delle proprie comunità. È un progetto collettivo, che viene dall’esperienza di numerosi sindaci, amministratori locali, donne e uomini impegnati in ogni settore sui territori, che ne conoscono le difficoltà ma soprattutto le potenzialità. E che hanno a cuore lo sviluppo della Sardegna. Tutta un’altra storia rispetto a chi potrà svolgere al massimo il ruolo di pro console nell’Isola perché guidato da Milano.

 

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here