Matteo Lecis Cocco Ortu: “Ecco cosa ho imparato da candidato alle Primarie del centrosinistra

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Matteo Lecis Cocco Ortu

Da Matteo Lecis Cocco Ortu, candidato alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Cagliari – che si sono concluse con la designazione di Francesca Ghirra – riceviamo e pubblichiamo questa riflessione. 

Ho imparato che le primarie sono un incredibile strumento di democrazia e vera partecipazione che tanti politici ancora non hanno compreso a pieno.

Ho imparato che se fai politica con generosità l’affetto e il sostegno che ricevi quando ti candidi è esponenzialmente più grande dei voti che prendi.

Ho imparato che l’ottimo è nemico del bene, e che a volte è più importante fare le cose che farle alla perfezione.

Ho imparato che il coraggio a volte si dimostra più con le scelte che con le parole.

Ho imparato che si può fare politica in modo sano, leale, generativo se hai intorno persone disinteressate rispetto ai propri tornaconti personali e appassionate del bene comune.

Ho imparato che tra i politici qualcuno mantiene la parola data, qualcun altro no. Ed è importante conoscere la differenza.

Ho imparato che se hai lo sguardo solo sulla massimizzazione dei voti perdi il bello del percorso fatto.

Ho imparato che se chiedi una mano a chi ti sta intorno per un progetto inclusivo riesci a finanziare una campagna elettorale per le primarie con oltre cento donazioni che ci hanno dato la possibilità di investire 3.000 euro.

Ho imparato che se credi in un progetto politico devi metterci la faccia in prima persona, non solo dare pacche sulle spalle.

Ho imparato che in politica tutti quelli che dicono di sostenerti lo devono fare apertamente e pubblicamente.

Ho imparato che ai giovani interessa la politica se esce dalle liturgie dei partiti.

Ho imparato che quando organizzi una iniziativa in piazza è bene sempre avere il piano B, perché può piovere anche a maggio. E che può essere bello altrettanto.

Ho imparato che nella città metropolitana si possono piantare un milione di alberi, come in A(m)mazzonia.

Ho imparato che coinvolgere le associazioni in modo capillare è un buon modo per fare politica

Ho imparato che i circoli del partito democratico sono molto più stimolanti dei nostri dirigenti, e che dai circoli il PD ripartirà.

Ho imparato che l’ascolto è una delle qualità più apprezzate dai cittadini e meno valorizzate dai politici.

Ho imparato che i voti vanno conquistati uno ad uno, convincendo ognuno ad uscire di casa il giorno delle elezioni e dare fiducia a te.

Ho imparato che far votare gli stranieri senza cittadinanza può essere apparentemente democratico ma alcune scene a cui abbiamo assistito violentano la dignità delle persone. E questo lo fa la peggiore destra razzista.

Ho imparato che le tattiche e gli accordi sottobanco fanno prendere più voti, ma la trasparenza e la lealtà a lungo termine pagano di più.

Ho imparato che la la passione democratica non dipende dall’età anagrafica ma dal grado di libertà ed emancipazione, e che c’è tanto da imparare ogni giorno.

Ho imparato che il Partito Democratico in Sardegna è ancora tenuto in scacco dalle correnti che mal sopportano chi ragiona con logiche diverse

Ho imparato però che quelle correnti sono arrivate al capolinea e tanti hanno cominciato a vivere il PD a Cagliari come una comunità unita e leale, dove all’appartenenza interessa di più la passione politica e la competenza.

Ho imparato che il tempo è superiore allo spazio e che la buona politica deve occuparsi di avviare processi , non di occupare spazi. E con queste primarie abbiamo avviato un bel rinnovamento per il centrosinistra cagliaritano.

Ho imparato che scrivere insieme un programma per Cagliari in qualche settimana è importante, ma poterlo fare nei prossimi cinque anni sarà bello

Ho imparato che abbiamo bisogno di luoghi e spazi di confronto per costruire insieme il futuro di Cagliari, perché non bastano alcune menti illuminate: serve una partecipazione vera diffusa.

Ho imparato che se ti candidi alle primarie come sindaco, poi non è scontato che ti candidi alle elezioni come consigliere comunale. Serve che il tuo partito riconosca pubblicamente il tuo valore. E mi auspico che questo faccia il Partito Democratico.

Matteo Lecis Cocco Ortu

 

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