Miracolo a Cagliari. Dall’elezione di Andrea Frailis un segnale di speranza verso le Regionali

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Massimo Zedda, sindaco di Cagliari e candidato al governo della Sardegna

Anche al netto di tutto ciò che si può dire sul crollo dei votanti, la vittoria di Andrea Frailis e dei Progressisti di Sardegna alle suppletive va salutata da quanti si oppongono alla deriva populista come un piccolo miracolo e un segnale di speranza.

La missione, stando ai risultati delle Politiche dello scorso 4 marzo, appariva quasi impossibile. Frailis partiva da un base di voti attorno al 23 per cento (sommando quelli ottenuti dal Pd e da Leu), poco più della metà dalla base di partenza dei Cinque stelle (Andrea Mura aveva ottenuto il 38,4 per cento) e due terzi di quelli ottenuti dal centrodestra (il 32,6 per cento di Ugo Cappellacci). Inoltre gli ultimi sondaggi nazionali, se indicano un calo rilevante dei pentastellati, non segnalano alcuna ripresa delle forze del centrosinistra (nelle rilevazioni più ottimistiche stimate attorno al 25 per cento). E danno il centrodestra, grazie al boom della Lega, abbondantemente oltre il 40 per cento.

Di certo il successo è stato determinato da una maggior compattezza dell’elettorato del centrosinistra. Frailis è stato eletto con poco meno di 16mila voti, la metà di quelli che il 4 marzo aveva ottenuto il solo Partito democratico e circa un terzo di quelli ottenuti dalle forze della coalizione;Luca Caschili, il candidato del Movimento 5 stelle, ha avuto poco più di 11mila voti a fronte degli oltre 60mila del 4 marzo e qualcosa di analogo è accaduto alla candidata del centrodestra, Daniela Noli.

Le dimensione catastrofiche del crollo dei votanti consentono solo in parte di proiettare il risultato di domenica sulle prossime Regionali, ma rivelano senza dubbio che Massimo Zedda può contare su uno zoccolo duro considerevole e su un elettorato politicamente più solido e motivato. La possibilità di ripetere il miracolo non solo esiste ma è ora molto concreta. Il successo di Frailis indica un percorso, di cui tenere conto nella formazione delle liste. La scelta di una personalità conosciuta, priva di un passato da politico di professione, ha certamente pagato. E in una competizione elettorale che ha suscitato un debolissimo interesse nella massa elettorale, ha spinto un numero maggiore di elettori del centrosinistra a fare la fatica di recarsi alle urne. Paradossalmente pare aver pagato anche la scelta del Partito democratico di mettersi in sordina.

Da parte nostra abbiamo un motivo di soddisfazione ulteriore. Andrea Frailis è un giornalista e conosce bene i problemi della professione e dell’editoria. Ci auguriamo che la sua elezione porti al centro del dibattito verso le Regionali i temi dell’informazione, della libertà di manifestazione del pensiero, dell’avvio di una lotta sistematica alle fake news e ai loro diffusori. Tematiche, fino a ora, totalmente assenti.

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