“Mesa Noa”, consumatori e produttori uniti per un cibo di qualità

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Un incontro tra i soci di Mesa Noa, prima food coop in Sardegna

Cosa fare se il sistema in cui viviamo ci mostra chiari segnali di fallimento? Lo riscriviamo da capo. In poche, pochissime parole, è da qui che parte l’avventura di Mesa Noa, la prima food coop della Sardegna, ed anche il primo progetto di emporio condiviso, alla cui base c’è la riscoperta del legame con l’altro ed una rinnovata relazione con la natura.

«Siamo un gruppo eterogeneo, ma condividiamo saldamente dei valori, questo ci unisce: vogliamo ripartire da qui per un progetto comune di benessere, che da emporio condiviso arrivi a cooperativa di comunità»: il gruppo di Mesa Noa, costituitosi formalmente quest’anno, il 21 marzo – una data simbolica, di rinascita a vita nuova – ha le idee chiare su chi sono e dove vogliono arrivare.

L’idea di costituire una cooperativa di consumo nasce da una esigenza: ritrovare il rapporto tra consumatori, produttori e prodotti, in primo luogo. E da qui però si aprono tutta un’altra serie di questioni, tutte interconnesse, a ben vedere. L’etica del consumo e del riciclo, ad esempio: zero waste, rifiuti zero, preferendo il riuso per evitare l’inquinamento. Favorire i prodotti a km0 ma anche di origine biologica e sicura, coltivati in maniera rispettosa del prodotto e del consumatore, certificati da un marchio di qualità, una etichetta etica, per così dire, che non prende in considerazione solo le modalità di produzione, ma anche il trattamento dei lavoratori ed il rispetto dei diritti di base dell’uomo e della donna. Una rivoluzione a tutto tondo, insomma.

«Tutto nasce dalla voglia di rimboccarsi le maniche per cambiare un sistema che guarda al capitale sopra tutto, dimenticando tutto il resto e mostrando, così, i suoi limiti e carenze. Sentiamo forte l’esigenza di ricreare connessioni, socialità, scambio, che suonano parole prive di valore solo perché sono beni immateriali, che non si toccano, ma che si percepiscono nel ritrovare il rapporto con l’altro: anche la forma della cooperativa rimarca questo concetto, di mutualismo ed apertura», affermano i portavoce di Mesa Noa.

Sulla scia di Park Slope Food Coop, cooperativa solidale nata a New York negli anni ’70, e seguendo la più recente orma di Camilla, food coop di Bologna, Mesa Noa rappresenta per l’intera Sardegna un sistema economico e culturale alternativo a quello attuale, in cui si pone attenzione sull’inclusione in tutte le sue declinazioni: «Durante gli eventi che abbiamo promosso sul territorio per farci conoscere, non è mai mancato lo spazio bambini, perché non dimentichiamo che nessuno escluso significa che tutti devono poter esser messi nelle condizioni di partecipare, anche le mamme full time».

Inclusione significa anche permettere a tutti, anche a chi oggi non se lo può permettere, l’accessibilità ai prodotti a km0 e km equo di cui la cooperativa vuol farsi promotrice: «I costi dei prodotti del nostro emporio saranno abbattuti, dal momento che i soci volontari della cooperativa potranno prestare ore di lavoro secondo le proprie disponibilità: saranno costi giusti, cioè riconosceranno il lavoro dei produttori e, d’altra parte, i soci non saranno semplicemente clienti, ma anche proprietari e gestori che partecipano direttamente alla vita dell’emporio stesso».

L’idea è piaciuta tanto a Cagliari e provincia, tanto che il gruppo di Mesa Noa cresce rapidamente, con sempre nuovi soci. Il passo successivo è quello di trovare uno spazio materiale in cui aprire l’emporio, e la cooperativa lancia un appello a chiunque ne disponga di uno da poter utilizzare in questo senso.

Per conoscere direttamente gli attivisti di Mesa Noa e parlare in maniera più approfondita di economia circolare, appuntamento, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019, all’evento organizzato da Presidio di Piazzale Trento, sabato 1 giugno, dalle ore 17, nell’area verde di via Marghine a Quartu.

Laura Longo

 

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