Nove domande ai sette candidati alla presidenza della Regione sarda

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Venerdì scorso abbiamo completato l’invio ai sette candidati al governo della Sardegna di un questionario composto da nove domande che attengono al tema della trasparenza. Si tratta di domande molto semplici. Alcune richiedono come risposta un “sì” o un “no”. Altre pochissime parole. Eccole:

  1. Qual è il budget per la sua campagna elettorale per le elezioni Regionali?
  2. Può illustrare in breve come l’ha finanziata?
  3. Qual è la sua professione?
  4. Qual è il suo titolo di studio e dove e quando l’ha conseguito?
  5. La legge 3 dello scorso 9 gennaio obbliga i partiti e i movimenti politici a pubblicare sul loro sito il certificato penale dei candidati. Questo documento, però, non comprende i carichi pendenti. Esistono inchieste in corso a suo carico?
  6. Si è mai avvalso del condono edilizio o fiscale?
  7. Aderisce o ha mai aderito in passato alla Massoneria?
  8. In generale ritiene che un esponente politico che ambisce a ricoprire cariche istituzionali possa essere iscritto a una loggia massonica?
  9. E in tal caso ritiene che debba dichiararlo o che invece possa mantenere l’informazione riservata?

Ai sette candidati – Francesco Desogus (Movimento 5 stelle), Vindice Lecis (Sinistra Sarda), Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi), Andrea Murgia (Autodeterminatzione), Mauro Pili (Sardi Liberi), Christian Solinas (Centrodestra), Massimo Zedda (Progressisti di Sardegna, polo civico-politico di centrosinistra) – abbiamo posto una decima domanda a risposta libera – Può spiegare perché si candida al governo della Sardegna? – accompagnandola con un suggerimento: provare a sintetizzare la risposta in trenta righe perché un messaggio chiaro e sintetico è sicuramente il modo più efficace per comunicare le proprie ragioni. Ed è il tipo di messaggio che ha le maggiori speranze di essere letto per intero. Si tratta, comunque, di un suggerimento e ovviamente pubblicheremo le risposte qualunque sia la loro lunghezza.

Crediamo in questo modo di offrire agli elettori informazioni utili a compiere una scelta consapevole. Secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo, le personalità pubbliche godono di una forma attenuata di diritto alla privacy proprio perché il conoscere un certo fatto della loro vita può indurre i cittadini a votarli o a non votarli. Le nostre domande non riguardano comunque la vita privata ma il curriculum, le vicende giudiziarie e eventuali relazioni con la massoneria. Si tratta di domande che per larga parte vengono poste negli ordinari colloqui che precedono l’assunzione di una figura destinata ad assumere un ruolo di qualche responsabilità in un’azienda.

Pubblicheremo le risposta in ordine d’arrivo a partire dalla mattina di martedì. Le varie schede resteranno a disposizione dei lettori-elettori, in un apposito spazio della nostra homepage, fino al 24 febbraio,  giorno del voto per la scelta del Presidente della Regione e dei membri del Consiglio regionale.

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