Proprio a San Gregorio

di Ines Desogos. Isole Minori, racconti scelti da Bachisio Bachis.

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San Gregorio in una foto di Gildo Atzori

Ciao, mi chiamo Ines e vivo San Gregorio. La mia vita oggi parte da qui, da queste campagne nel territorio di Sinnai, ai piedi del Parco de is Seti Fradis.

La visuale da qua è interessante.

Vedi la Sella del Diavolo raggiunta dall’intreccio di varie valli che corrono verso il mare del Golfo degli Angeli. Vedi i monti circostanti con le loro abitazioni sparse e vedi il convento delle suore non appena sollevi la testa al cielo.

In questa cornice è incastonato il borgo di San Gregorio. Questo piccolo centro è composto da svariate case antiche e non, grandi giardini, agrumeti, stradine strette per una macchina sola e sentieri che portano sempre e comunque nel bosco.

Quando intraprendi le sue vie, conosci subito cosa e come viene rifiutato, differenziato e abbandonato.

E si prosegue, addentrandosi nel piccolo e mite centro abitato.

Qua c’è la piazza, che può essere silenziosa e isolata o trasformarsi in piste da gioco bellissime, palcoscenici dei più svariati, per ritornare piazza, discreta.

Poi ci sono vie fiorite, piene di foglie multiformi, colorate e profumate, con piccole e uniche case vissute e anche immaginate dai passanti.

E di queste so questo: San Gregorio è cura e salvezza per chi la abita da generazioni, come alcune famiglie storiche cagliaritane che più di un secolo fa lo scelsero come buen retiro. Lo è anche oggi per svariate persone, per chi ha deciso di viverci provenendo da altri luoghi, scegliendo San Gregorio come personalissimo rifugio a pochi minuti dalla città di Cagliari.

E lo è per Glauco, il cagnolone bianco dagli occhi di ghiaccio, istituzione del posto.

Si conosce San Gregorio in qualche modo e per qualche motivo.

Si passa da qui.

Il punto di passaggio. Il bar nella curva, tutti lo conoscono e tutti ci sono stati almeno una volta, da fine ‘800 a oggi, si stima. O almeno: tutti quelli interessati dall’unica strada antica della costa orientale, la Campuomu.

Su Passu è per me l’altra piazza di San Gregorio, nella concretezza della sua quotidianità.

Il bar, tabacchi ristorante panini e ristoro espanso, è l’altro formato di piazza qua. Lo è perché è un punto di incontro, un porto franco per abitanti della città, paesani, hippie 2.0, forze dell’ordine, statali e partite iva, artisti, notai, agricoltori, medici, cacciatori, bracconieri, forestali, pastori, militari, migranti, motociclisti e ciclisti, addetti alle antenne di Serpeddì, operai dell’Anas, insegnanti, corrieri, turisti, e via dicendo.

Tutti qua possono avere a che fare con tutti, di passaggio con qualsiasi mezzo e in qualsiasi direzione, perché San Gregorio è transito, è rifugio, è piazza.

Ines Desogos è nata a Valledoria, nella costa nord ovest della Sardegna. Dopo oltre dieci anni vissuti a Cagliari, si è trasferita a San Gregorio dove vive con il compagno e la figlia. È una psicologa libera professionista, si sta formando come psicoterapeuta e ha numerose esperienze nei progetti di inclusione sociale nel territorio.

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