“Sardegna, 20 storie di natura”. Manca solo la trota

0
367
Falco della Regina © Giuseppe Sedda

È un periodo in cui il bestiarium della politica sarda si popola di nuove sottospecie animali nate da mirabolanti fecondazioni in vitro. Spermatozoi di varietà ittiche tipiche dei fiumi della pianura padana che fecondano spaesati ovuli sardi (sardisti sedicenti) per dare vita ad un indefinito salmonide che i suoi creatori vorrebbero diventasse uno squalo, vorace e spietato predatore di voti. In questa temperie incerta e confusa è davvero un piacere sfogliare un libro che mostra la natura sarda più bella e genuina, quella che segue i ritmi dell’evoluzione Darwiniana della specie e che mostra come la coesistenza fra individui stanziali e migratori faccia bene all’ambiente e arricchisca la biodiversità.

Il volume 20 storie di natura, edito da Carlo Delfino e curato da Domenico Ruiu, segue il solco dell’analogo volume pubblicato lo scorso anno, continuandone il format editoriale di successo: un libro scritto con parole e immagini dai fotografi. Insieme a Domenico Ruiu, decano della fotografia naturalistica sarda, ci sono molti nomi  nuovi rispetto alla precedente edizione ed è confortante constatare che la scuola fotografica sarda sta producendo fior di fotografi.  Antonio Biggio, Alessandro Carboni, Marcello Chiodino, Vittorio Crobu, Matteo Di Nicola, Mauro Doneddu, Gabriele Espis, Gianfranco Fois, Alberto Fratus, B.Frau & E.Simula Alberto Maisto, Alfonso Mascia, Massimiliano Mele, Miho Tsuruoka, Mauro Mucedda, Giovanni Paulis, Bettina Puddu, Domenico Ruiu, Giuseppe Sedda  e Mirko Ugo propongono una splendida esplorazione della natura dell’isola. Paesaggi minimi o scenari maestosi, foto aeree o subacquee, animali elusivi pazientemente attesi, fragili farfalle e falchi della regina, boschi secolari e piccoli mondi floreali passano attraverso la visione poetica di chi è mosso da un profondo amore per la natura.

L’opera è presentata da Francesco Petretti, biologo e ornitologo, figura storica dell’ambientalismo Italiano che coglie perfettamente il sapiente mosaico allestito dal curatore. «l’opera, magistralmente promossa e orchestrata da Domenico Ruiu – scrive – è frutto di un coro, e il coro si esalta quando tutti cantano all’unisono la propria parte, in armonia, come hanno fatto i venti fotografi, con grande tecnica e originalità unita alla efficacia dei testi. Sono questi, quasi tutti sardi, gli impareggiabili cantori dell’isola a me più cara, fra le tante che ho frequentato negli anni, per lavoro e per studio, per diletto e per passione, ma sempre con amore. Il libro a un tratto ha smesso di essere un libro. Ho sentito suoni e ho percepito movimenti. È diventato un disco di vinile e un documentario in pellicola. Ho sentito le grida dei falchi della regina e il bramito dei cervi, lo scoppiettante richiamo delle galline prataiole, i liquidi gorgheggi dei gruccioni, il frinire delle cicale. Ho perfino sentito il profumo dell’elicriso e l’odore del guano sulle rocce, tanto sono potenti le immagini raccolte in questo volume».

Trovo anch’io giusto non sbilanciare l’unità del mosaico per parlare dei singoli. Mi piace però segnalare gli scatti di Alberto Fratus, scomparso nel 2016 durante un viaggio fotografico in Namibia. Il testo, scritto dai figli, tratteggia un uomo riservato mosso da una grande e competente passione per l’ornitologia.

Ma perché comprare questo libro? Semplicemente perché dietro ogni foto e ogni racconto c’è tanta passione, tanto sacrificio, tanta competenza, tanta discreta e silenziosa applicazione. Questi fotografi narrano storie che sono metafore del mondo, assistono allo spettacolo della vita in silenzio, visitano i luoghi con rispetto, lasciando solo le loro impronte e prendendo solo delle fotografie che ora offrono ai nostri sensi e alle nostre emozioni. Ci insegnano una virtù rara di questi tempi: il profondo rispetto per ogni organismo vivente.

P.s. : Manca un’immagine della trota sarda (non sardista) verace (Salmo cettii ex macrostigma), specie questa d’importanza comunitaria e in via d’estinzione (a differenza delle trote padane e delle varie sottospecie), ma confidiamo sul prossimo volume.

Enrico Pinna

Immagine d’apertura: Falco della Regina © Giuseppe Sedda

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here