Sguardi centenari

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Sono in tanti a studiare i centenari sardi per scoprire il segreto del loro elisir di lunga vita. I genetisti si affidano al loro DNA, alla ricerca di quei geni portentosi di cui sono portatori, i dietologi tirano in ballo la dieta mediterranea e (perché no?) anche il buon vino bevuto con moderazione. Dal sangue alla flora intestinale la scienza sta studiando tutto di questi patriarchi. C’è ancora una cosa da analizzare in questi uomini e donne testimoni del tempo e non è un’analisi da scienziati ma piuttosto un lavoro da fotografi: indagare lo sguardo di queste persone che hanno attraversato il 900, leggerne le rughe che raccontano tante vite e tante storie.

Il fotografo è Pietro Basoccu che mette in mostra il suo lavoro “Centenari“ a Tortolì, presso Piazzetta “Libreria del Corso”, in Corso Umberto 44. Le immagini di questo lavoro fotografico durato circa un anno raccontano, con i loro ritratti i grandi vecchi, uomini e donne, che hanno attraversato la storia  e sono testimoni di vita e custodi della memoria. Volti che raccontano tante storie, di guerra, di fatica, di stenti. Sguardi sereni, curiosi, talvolta un po’ sospettosi.

Giacomo Mameli scrive, nel testo che accompagna il bel catalogo edito da Soter Editrice“Ogni pagina una storia. In bianco e nero, i colori della vita vera e semplice. Ogni foto un romanzo di vita. Trovate Maestra Speranza di Seui, la Maestra per eccellenza, lei lascia la casa di Funtaniossu e si trasferisce a Cagliari….C’è Nina Guiso, classe 1913, di Tortolì, la nonna dell’offelleria di Tortolì, negozio chic, lei ricorda il dopoguerra, le lotte politiche locali…C’è Vittorio Palmas di Perdasdefogu con i suoi 105 anni: sarebbe morto nelle camere a gas del lager tedesco di Bergen Belsen se, un giorno del 1943, avesse pesato 35 chili. La bilancia “aveva segnato 37, e così sono vivo per due chili, seu biu po dus chilus”…

La mostra è l’occasione non solo per conoscere i volti di questi centenari ma per apprezzare il lavoro do Basoccu, medico pediatra prestato a una fotografia sempre votata alla riflessione e all’impegno sociale, declinato con un ritratto in bianco e nero ambientato e arricchito da una semplicità che è la cifra della migliore fotografia d’autore.

Enrico Pinna

 

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