Una nuova avventura con vecchi compagni

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aracne paolo veronese

Riprendiamo il filo del discorso. Così mi sento nell’affrontare questa avventura nuova con vecchi compagni. Operazione apparentemente banale quanto il luogo comune che evoca, ma in realtà estremamente difficile e faticosa quella di “tessere” pazientemente il filo di un discorso nei tempi stranissimi che stiamo vivendo: tempi di intollerabile intolleranza, in cui si pensa di poter spacciare per diritto alla libertà di espressione l’incitamento al razzismo, alla discriminazione, all’odio, tempi in cui si pensa di poter chiamare “diritto” il nonsense di dire che altri non dovrebbero avere diritti, tempi infine di una così profonda debolezza culturale, una così scarsa fede in se stessi che si trasforma in un messianismo deformato e allucinato, dove non si aspetta altro che un nuovo capo, un uomo forte, che sappia “restituirci l’onore”.

Ma fatica necessaria per chi come me ha sempre letto i miti greci “tessili”, da Aracne ad Arianna e Penelope, non come antichi stereotipi di genere, piuttosto come una metafora della capacità tutta femminile di partire da un punto, fissarlo al telaio e nutrirlo, tesserlo, per giorni e giorni, settimane, mesi, fintanto che, sentimento o progetto, sia pronto a vedere la luce.

Metafora dell’attitudine femminile di intessere relazioni, idee, programmi con obiettivi a lungo termine, creazioni accurate, cesellate con dedizione e pazienza.

E un Progetto come questo, che oggi vede la luce, come il filo tessuto dei succitati miti, non può che essere il frutto di costanza, dedizione e assorbimento in un lavoro che richiede insieme progettualità e attenzione ai particolari, impegno lento ma costante nel costruire. Iniziando da subito, ma per ottenere risultati nei tempi lunghi. Non domani e nemmeno per sempre, ma nel tempo giusto che ci vuole per affrontare con coraggio la crisi del linguaggio, dell’informazione, della politica in Sardegna.

Il nostro percorso parte da questo riprendere i fili di relazioni per tessere trama e ordito di informazioni a comporre con pazienza la difficile tela della conoscenza.

Per ricordare a tutti, noi stessi in primis, che la libertà non è un qualcosa che si deve avere, ma qualcosa che si deve fare. Ogni giorno.

Marina Spinetti

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