Verso le Regionali, un luogo d’incontro per quanti vogliono creare un argine alla politica dell’odio e della paura

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emilio lussu

Apriamo oggi su Il Risveglio della Sardegna un nuovo spazio, “Verso le Regionali”. Un contenitore di tutti i commenti, gli editoriali e i post dei blog che hanno per tema le elezioni che si terranno nel febbraio del 2019 per eleggere il governatore della Regione e rinnovare il Consiglio. Una competizione di grande rilevanza, anche nazionale. Abbiamo pensato di dedicare questo spazio a Emilio Lussu, facendo nostre le parole che nei giorni scorsi – in una lettera pubblicata da La Nuova Sardegna – sono state scritte da Laura Melis, figlia di Mario, il leader sardista che negli anni Ottanta fu eletto presidente della Regione: “È grave non avere memoria della proprio storia perché questo porta, ahimè, alla perdita della propria identità”.

È un po’ un vezzo di tutte le periferie definirsi “laboratorio” di qualcosa. Spesso si abusa del titolo per darsi importanza. Ma questa volta la Sardegna può davvero fregiarsene pienamente. Le modalità con cui si è arrivati alle candidature, l’identità e il percorso politico dei prescelti, la composizione delle alleanze che li sostengono, fanno delle prossime elezioni sarde un test di verifica per le forze che a Roma governano e per quelle che, fino a ora molto debolmente, si oppongono all’esecutivo Salvini – Di Maio.

Noi abbiamo chiarito da subito il nostro punto di vista: consideriamo la discesa in campo di Massimo Zedda un raro atto di coraggio e riteniamo che il candidato scelto dal centrodestra, Christian Solinas, sia totalmente inadeguato a governare la Sardegna. Non solo per la mai chiarita vicenda della laurea farlocca conseguita in una improbabile università del New Mexico, non solo per le prove che ha dato come presidente dell’ERSU e come assessore regionale ai Trasporti. Da sola basta e avanza l’alleanza – figlia della perdita della memoria storica – con quel Matteo Salvini che fino a pochi anni fa,  prima di sostituirli con gli immigrati stranieri, insultava gli immigrati meridionali nel Nord Italia e cantava: “Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”. Quanto al candidato del Movimento 5 stelle, non lo conosciamo e ci accingiamo a farlo in modo sereno e onesto. A lui, come a tutti, faremo delle domande e daremo conto delle risposte.

Il nostro sostegno a Massimo Zedda è legato alla speranza che attorno alla figura del sindaco di Cagliari riesca a coagularsi un fronte ben più ampio delle forze politiche che già lo sostengono e delle altre che andranno a comporre la sua coalizione. Riteniamo che oggi sia necessario mettere in atto una resistenza costituzionale a difesa dei valori fondamentali che hanno fondato la Repubblica e che sono anche garanzia della effettività delle autonomie regionali. Crediamo che l’ideale europeista vada rilanciato e rafforzato. Siamo per un’Europa unita non solo dalle regole economiche, ma anche da quelle politiche. E che sia, per tutti i cittadini del mondo, un luogo di sicurezza, di giustizia e di pace.

Il Risveglio della Sardegna è on line dal 15 novembre. In questo tempo brevissimo abbiamo constatato che esiste una moltitudine di persone fortemente preoccupate per quel che accade nella nostra Isola e in Italia e desiderose di impegnarsi, ognuna nel suo ambito, per creare un argine all’arroganza, alla violenza, al risorgente razzismo, alla barbarie di un ministro dell’Interno che promuove l’odio e la paura. Persone alla ricerca di un luogo dove praticare questo impegno. Un luogo che ancora non c’è. Un organo di informazione non può pretendere di sostituirsi a quel luogo, ma può essere un punto d’incontro per le persone che lo cercano.

Persone molto diverse tra loro per età, condizione sociale, convinzioni politiche, accomunate dalla convinzione che la politica sia un servizio. E che chi pretende di svolgerlo debba aver dato prova di coerenza e rigore. Pretenderemo questo rigore e questa coerenza da tutti, a maggior ragione da quanti sostengono o sosterranno la vittoria di Massimo Zedda. Denunceremo spietatamente i personalismi, gli egoismi, i tentativi di utilizzare questa possibilità di interrompere l’avanzata del fascioleghismo (e della sua grottesca versione locale) per confermare uno scranno al consiglio regionale o consolidare piccole rendite di posizione. Riteniamo che un ceto politico che ha fallito debba preoccuparsi soprattutto di promuovere l’avanzata di energie nuove, realmente rappresentative della società sarda.

Racconteremo minuziosamente le biografie dei candidati, il loro passato, il loro presente. Non c’è alcun diritto all’oblio per chi pretende di amministrare la cosa pubblica. C’è, al contrario, il dovere di rispondere – in modo articolato e possibilmente educato – alle domande che l’opinione pubblica rivolge. Lo spazio “Verso le Regionali” è aperto a tutti quelli che condividono questo punto di vista e anche a quanti, avversandolo, intendono proporre i loro argomenti contrari in modo pacato a documentato. Non daremo alcuno spazio alla retorica, alla propaganda, alle fake news. Né agli arroganti, ai violenti e a quelli che un tempo venivano definiti fascisti, comunque vogliamo chiamarli oggi.

Giovanni Maria Bellu

1 commento

  1. Il problema è come “mettere in atto una resistenza costituzionale a difesa dei valori fondamentali che hanno fondato la Repubblica” assieme a chi non ha voluto spendere, neanche quando espressamente interrogato, una parola in difesa della Costituzione ai tempi del referendum.
    Insomma, è stata chiesta discontinuità che vuol dire presa di distanza motivata da modernizzazioni della Costituzione di cui non abbiamo bisogno, da privatizzazioni della sanità in particolare a favore della Qatar foundation, da Jobs act, dall’impoverimento dell’istruzione pubblica. Ho visto che Massimo Zedda ha rilanciato dichiarando di volere discontinuità con gli ultimi 40 anni (se non ricordo male) di politica regionale, addirittura anche con la Giunta Melis. Mi sa di escamotage, di difficoltà a rispondere alla domanda. Ho paura che così si continui nella linea della Giunta regionale uscente, composta di tante brave persone, per giunta dotate di competenze non indifferenti e che però hanno dato risultati diffusamente giudicati scadenti

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