Vittore Bocchetta compie cent’anni. Il nostro discorso prosegue con lui

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Vittore Bocchetta al Marina Cafè Noir di Cagliari 2016 ©alecani

Oggi, 15 novembre 2018, Il Risveglio della Sardegna va online. Oggi il nostro blogger Vittore Bocchetta – nato a Sassari il 15 novembre del 1918 – compie 100 anni.
Non è una coincidenza. Abbiamo davvero corso per fare in modo che il sito fosse pronto per i cent’anni di Vittore. Ci è parso un modo per fare auguri doppi: a un uomo speciale e un po’ anche a noi stessi.

Non siamo ancora un organo di informazione. Siamo un laboratorio di giornalismo, un cantiere aperto. Abbiamo l’unico desiderio di dare le notizie senza dover tutte le volte ricominciare da capo.

È questa la preoccupazione che ci unisce: il timore che, in Sardegna come in Italia, ci si dimentichi che i diritti fondamentali – quelli sanciti dalla nostra Costituzione e dal diritto internazionale – devono essere il punto di partenza di ogni nuovo discorso: il diritto dei bambini che nascono ad avere uguali opportunità, indipendentemente dalla condizione sociale dei loro genitori. Il diritto di chi fugge dalla guerra e dalla fame a essere accolto. Il diritto allo salute, al lavoro e allo studio. Anche il diritto di informare e di essere informati.
Assistiamo ogni giorno al tentativo di demolire questi diritti, anche da parte di figure istituzionali di primo piano. Come se la memoria si sia dissolta. Come se si voglia ignorare la lezione della Storia. E ricominciare da capo.

Secondo Carlo Azeglio Ciampi, classe 1920, era necessario procedere al consolidamento delle istituzioni europee prima della scomparsa di quanti conservavano la memoria diretta delle ragioni dell’Europa unita. In effetti, si possono anche leggere tutti i libri di storia, ma solo chi ha visto le macerie ha la piena consapevolezza dell’orrore della guerra.

Vittore Bocchetta l’ha vissuta nella prima linea dell’antifascismo militante. È sopravvissuto al lager. È stato testimone dei primi tradimenti delle speranze negli anni del dopoguerra. È emigrato in Argentina, nel Venezuela, poi negli Stati Uniti. Tornato in Italia, a Verona, la città dove si era trasferito da ragazzo, non ha mai smesso di dipingere, scolpire, scrivere e combattere. Tracciando linee nette, usando le parole appropriate. Appunto, proseguendo il discorso.

“La memoria – ha detto in un’intervista apparsa ieri sul Corriere di Verona – è importante perché è una lezione. La memoria è un apprendere una cosa essenziale per poter avere un futuro. Se non hai memoria non hai niente, la memoria storica intendo. E’ la lezione della vita. Senza quella sei come un neonato che affronta una vita misteriosa. La memoria è quello che ti serve per affrontare i pericoli. La memoria di quello che è accaduto e che può tornare”.

Oggi Verona festeggia Vittore Bocchetta con parenti e amici giunti da ogni parte del mondo. Noi lo festeggiamo così: proseguendo il suo discorso assieme a tutti quanti lo vorranno.

Giovanni Maria Bellu

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