Wild West Gonnesa

di Oscar Sanna. Isole Minori, racconti scelti da Bachisio Bachis

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Vivo in questo paese da quando sono nato, ormai da quasi trentadue anni. Per me Gonnesa è il posto più bello che ci sia, come se i luoghi qui attorno fossero pieni di mistero e di racconti che aspettano solo di essere ascoltati.

Fin da piccolo sono cresciuto tra storie di minatori e di miniera, il che è abbastanza comune qui, in quanto tutti in famiglia hanno avuto almeno una persona che lavorava in miniera.
Io, ad esempio, ho avuto entrambi i nonni minatori e per me era una cosa normale vedere appesa la lampada a carburo in cantina vicino al caschetto.

Avevo sempre pensato alla miniera come a un male che aveva impoverito oltre che il territorio anche la nostra cultura e le nostre tradizioni, importando prepotentemente un modo di vivere completamente estraneo alla nostra gente. Eppure, nonostante la povertà di quel periodo, tra la seconda metà del milleottocento e il millenovecento Gonnesa cresceva, le genti arrivavano da ogni parti della Sardegna per cercare fortuna, abbandonando i lavori nei campi per avere, anche se piccolo, uno stipendio tutti i mesi. Sembrava quasi di assistere ad una sorta di corsa all’oro della vecchia America, e proprio come nel vecchio West, anche attorno a Gonnesa nascevano tanti piccoli villaggi che davano alloggio alle genti, sparsi nei monti vicino alle miniere.

Avevano tutto: il dopo lavoro, lo spaccio aziendale, la Chiesa, la fontana per l’acqua, il Medico, la scuola e in alcuni casi anche il cinema, un lusso per pochi…

Spesso mi fermo ad ascoltare i ricordi quasi sbiaditi di vecchie persone che questi villaggi li hanno abitati per davvero. Mentre ascolto la loro voce tremolante, carica di emozione, sembra quasi di guardare un vecchio film western alla tv, dove il prepotente di turno comandava e lo sceriffo cercava di far rispettare le leggi. Succedeva più o meno così in questi piccoli borghi, dove il padrone della miniera gestiva e comandava tutto. Non doveva essere sicuramente una vita facile a quei tempi, ore e ore passate sotto terra a cavare minerale dalle viscere della montagna, tra le polveri e il caldo insopportabile, spingendo lungo i binari i pesanti e carichi carrelli. Le donne erano chiamate le cernitrici: a loro spettava il compito di selezionare il minerale che veniva scaricato nel piazzale della miniera sotto il sole cocente d’estate e al freddo d’inverno.

Il treno a vapore passava vicino a Gonnesa sbuffando il suo fumo bianco dalla locomotiva mentre il rumore delle ruote di legno dei calessi, trainati dai cavalli, riecheggiavano per le vie polverose del paese dove donne dagli abiti colorati correvano indaffarate per sbrigare le loro faccende.

Come in ogni buon film western non può mancare l’assalto al treno.

Era ancora attiva la linea ferrata Monteponi-Portovesme e i binari correvano dove oggi sorge la strada panoramica Gonnesa-Portoscuso, nella quale vennero girate alcune scene del film 30 Winchester per el diablo, nel 1965. Il luogo sembrava veramente un deserto, con dune di sabbia bianchissima e agavi che dominavano il territorio. Gli attori, in sella ai loro cavalli, inseguivano il treno tra urla e spari di fucile. Oggi di quel panorama resta veramente poco, se non nelle immagini di quel vecchio film.

Da allora Gonnesa è cambiata veramente tanto, le miniere hanno chiuso definitivamente la loro attività, i treni ormai non percorrono più i binari e i borghi sono ormai in completo abbandono, quasi come se il paese volesse dimenticare quel passato importante che ha fatto sì che crescesse e diventasse uno dei centri minerari più importanti della Sardegna, che attirava genti da tutta l’isola e oltre. Oggi come ieri le miniere continuano ad attrarre numerose persone affascinate da quei ruderi e quei paesi fantasma che sembrano sfidare il tempo per voler sopravvivere all’incuria dell’uomo. Tanto si è pensato e tanto si potrebbe fare ma per ora restano lì ad aspettare che qualcuno si ricordi di loro, offrendo ai visitatori più audaci scenari mozzafiato e panorami indimenticabili.

Oscar Sanna

Nasce a Iglesias 31 anni fa da madre gonnesina e padre iglesiente.
Vive a Gonnesa da sempre e da sempre è affascinato dalla storia del suo paese.
Da diverso tempo si dedica allo studio e alla ricerca sull’abbigliamento e le tradizioni popolari di Gonnesa.

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